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Nocera umbra
 

EVENTI DA NON PERDERE
CAVALCATA DI SATRIANO
NOCERA UMBRA - ASSISI
4/5 settembre 2010


La Cavalcata di Satriano si celebra ogni anno, all'inizio di settembre, in ricorso dell'ultimo viaggio di San Francesco.
La storia racconta che il Santo, gravemente malato, venne riportato nella sua città natale da un gruppo di cavalieri che lo andò a riprendere a Nocera Umbra, transitando per Satriano.

La rievocazione si celebra con il passaggio, tra le terre di Nocera Umbra ed Assisi, di un gruppo di cavalieri che, in costume d'epoca, riporcorrono l'ultimo viaggio di Francesco per consegnare ai primi cittadini delle rispettive città una pergamena contenente messaggi augurali.
E' una manifestazione storico-religiosa che da 25 anni a questa parte viene periodicamente riproposta per rivivere l'episodio della vita del Poverello risalente all'estate del 1226, quando i cavalieri di Assisi si recarono a Bagnara per ricondurre Francesco ammalato nella sua città natale.
Un evento che ogni anno, nel primo fine settimana di settembre viene rievocato da estimatori della pratica equestre che giungono da tutta l'Umbria e da fuori regione per percorrere vecchie strade di montagna ed ombrosi sentieri tra i boschi, visitando i luoghi i cui nomi si ritrovano nelle antiche carte degli archivi storici assisani: Costa Trecasci, Cerqua palmata, Satrianus.


Nell'estate del 1226 i cavalieri di Assisi si recarono a Bagnara per ricondurre Francesco, gravemente ammalato, alla sua terra.  Il fatto è raccontato nella "VITA SECUNDA" di Tommaso da Celano:

 …Ecco quanto accadde una volta.

Il servo di Dio, che si era molto aggravato, dal luogo di Nocera veniva ricondotto ad Assisi, da una scorta di ambasciatori che il devoto popolo assisano aveva appositamente inviato.

Gli accompagnatori, col servo di Dio, giunsero in un villaggio poverello, chiamato Satriano.
Siccome l'ora e la fame facevano sentire il bisogno di cibo, andarono a cercarlo per il paese.
Ma, non trovando niente da comperare, tornarono a mani vuote.
Allora il Santo disse a quegli uomini: "Se non avete trovato niente, è perché avete più fiducia nelle vostre mosche che in Dio (col termine "mosche" egli intendeva i denari).
Ma tornate indietro nelle case da cui siete passati e domandate umilmente l'elemosina offrendo, come pagamento, l'amor di Dio.
E non crediate che questo sia un gesto vergognoso o umiliante: è un pensiero sbagliato, perché il Grande Elemosiniere, dopo il peccato, ha messo tutti i beni a disposizione dei degni e degli indegni, con generosissima bontà".

I cavalieri mettono da parte il rossore, vanno spontaneamente a chiedere l'elemosina e riescono a comprare con l'amor di Dio quello che non avevano ottenuto con i soldi.

Difatti quei poveri abitanti, commossi e ispirati da Dio offrirono generosamente non solo le cose loro, ma anche se stessi.
E così avvenne che la povertà di Francesco sopperisse all'indigenza, che il denaro non aveva potuto alleviare.

Padre della Cavalcata fu Arnaldo Fortini, che nel 1923 costituì la Compagnia dei Cavalieri di Satriano, chiamando a farne parte i personaggi più illustri del tempo.
Fra gli iscritti alla ricostruita Compagnia figuravano Gabriele D'Annunzio, Giacomo Boni, Guglielmo Marconi, il card. Merry Del Val, il Card. Granito Pignatelli, il patriarca di Venezia Pietro La Fontaine e tanti altri noti per cultura, per l'arte e per le scienze.
Dama della Compagnia venne eletta la principessa Giovanna di Savoia, divenuta in seguito regina di Bulgaria.
La prima edizione risale al 1926, anno in cui si svolsero le celebrazioni per il 7° centenario francescano. La Compagnia cessò ogni attività dopo il 1941 allo scoppio della seconda guerra mondiale e la susseguente carenza di cavalli. Nel 1980 la tradizionale "Cavalcata di Satriano" venne ripresa da un gruppo di appassionati cavalieri del luogo e da allora il numero dei partecipanti è andato sempre aumentando fino ad arrivare, nelle ultime edizioni ad un centinaio di cavalli e cavalieri.

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